Sull’Amore verso i poveri – Sabato 10 gennaio alle ore 10 nella Sala Fratel Luigi Bordino
Sabato 10 gennaio 2026 alle ore 10, presso la Sala Fratel Luigi Bordino della Piccola Casa di Torino (via Cottolengo 17), Suor Alessandra Smerilli fma, Segretaria del Dicastero Vaticano per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, ha presentato l’Esortazione Apostolica di Papa Leone XIV “Dilexi te”, sull’Amore verso i poveri.
In una sala affollata dalla Famiglia Cottolenghina insieme a numerosi religiosi e religiose di altre congregazioni, a diversi movimenti ecclesiali e a fedeli della Diocesi di Torino ha introdotto l’incontro il Padre generale della Piccola Casa Padre Carmine Arice che ha sottolineato come il documento «sia particolarmente prezioso per la Famiglia cottolenghina proprio perché parla della missione evangelica della Piccola Casa della Divina Provvidenza fondata dal Santo Cottolengo».
Suor Smerilli ha evidenziato come il documento iniziato da Papa Francesco e concluso e firmato da Papa Leone XIV inviti «a percepire la connessione che esiste tra l’Amore di Cristo e la chiamata a farci vicini ai poveri». L’Esortazione in particolare mostra come «l’impegno a favore dei poveri e per eliminare le cause strutturali della povertà sia insufficiente».
«Serve un cambio di mentalità», ha osservato Suor Smerilli, «per spezzare il ciclo di una cultura che scarta. Rispetto ai progressi degli scorsi decenni nella lotta alla fame nel mondo ora stiamo tornando indietro: vediamo un aumento della povertà e della disuguaglianza. Sono anni che la disuguaglianza economica e la concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi continuano a crescere nonostante le incessanti denunce».
La religiosa ha richiamato alcuni elementi da cui da «Dilexi te» mette in guardia: la cultura dell’accumulo, i sistemi economici ingiusti, l’esclusione e, soprattutto, l’indifferenza sociale.
«L’Esortazione», ha detto, «ci richiama al fatto che la condizione dei poveri rappresenta un grido che interpella costantemente la nostra vita, le nostre società, i sistemi politici e la Chiesa. Dio si prende cura dei poveri e degli oppressi ed è per questo che la Chiesa non deve avere tentennamenti in questa decisa scelta a favore dei più poveri. Sulla povertà non dobbiamo abbassare la guardia!»
Suor Smerilli si è poi soffermata sulla denuncia che il documento fa alla deviazione della cultura della meritocrazia dietro cui possono celarsi ideologie.
«Se fondiamo le società sul merito dividiamo tra meritevoli e non», ha evidenziato, «ovvero arriviamo a pensare che i poveri si sono meritati la propria condizione. Il disprezzo del povero, del migrante, dell’emarginato diventa il risultato del ‘te lo sei meritato’. I cristiani allora sono chiamati a smascherare le ideologie e a comprendere le cause strutturali della povertà».
Fra esse certamente c’è la mancanza di reti relazionali, che portano le persone sull’orlo del precipizio.
La Segretaria del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale ha poi toccato il tema del principio della destinazione universale dei beni.
«Abbiamo il dovere di comprendere», ha detto, «di cosa hanno bisogno tante persone che solo per essere nate in una determinata parte del mondo sono destinate a morire di fame, spesso a causa delle guerre. Quale dei conflitti in corso oggi nel mondo non dipende dall’economia e dallo sfruttamento delle risorse e cosa c’entrano i bambini e le famiglie che ne sono vittime?»
Da qui la domanda: «Cosa possiamo fare noi?»
Infine l’invito di Papa Leone XIV «a lasciarsi evangelizzare dai poveri, come manifestazione dell’amore di Dio».
E dunque le parole conclusive del documento: «Una Chiesa che non mette limiti all’amore, che non conosce nemici da combattere, ma solo uomini e donne da amare, è la Chiesa di cui oggi il mondo ha bisogno».
Padre Arice, dopo un ampio dibattito in sala, ha richiamato alcune conclusioni per la Famiglia Cottolenghina:
- Nella Piccola Casa siamo al cuore del Vangelo, vigiliamo per rimanerci avendo anche il coraggio per riformarci;
- Nella Piccola Casa attraverso i poveri tocchiamo la carne di Cristo: il gesto di cura o di educazione è già annuncio del Vangelo. Da qui deriva la responsabilità di farlo bene e in modo integrale;
- Servire il povero significa promuovere una cultura della cura. Da qui l’invito a coltivare la cultura per cambiare mentalità;
- In tempi di crisi e di buio è necessario che ci siano dei segni come «anticorpi» per guarire dalla cultura dello scarto e dell’indifferenza.
L’incontro è stato trasmesso in diretta streaming:
Di seguito ampia fogo-gallery dell’incontro. Foto Mihai Bursuc – Ufficio Stampa Cottolengo:
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