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Presenta la domanda entro il 10 febbraio 2023

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"Il Servizio Civile riparte alla Piccola Casa"

Perché farlo?

È un impegno per gli altri

è cittadinanza attiva

è una occasione per crescere confrontandosi

è un modo per conoscere diverse realtà, per capire e condividere

è uno strumento di pace e di integrazione

è una crescita professionale

è una forma di aiuto a chi vive in disagio o ha minori opportunità

è un atto di amore e di solidarietà verso gli altri

è un’occasione di confronto con altre culture

è un primo piccolo passo per non dipendere economicamente dalla propria famiglia

è un’esperienza utile per avvicinarsi al mondo del lavoro

è voler dire “non mi arrendo”

è far capire “io ci sono” per la mia comunità.

 

(https://www.scelgoilserviziocivile.gov.it/scopri-il-servizio-civile/perch%C3%A9-farlo/)

Perché fare il Servizio Civile al Cottolengo?

L’ Operatore Volontario ha l’occasione di vivere un’arricchente esperienza a fianco di chi è in difficoltà, persone anziane, disabili, minori, adulti in stato di emarginazione ecc.
Lo stile di servizio, improntato ai principi ispiratori educativi e relazionali cottolenghini, diventa una scuola speciale di crescita umana e spirituale.
La “Piccola Casa della Divina Provvidenza” – Cottolengo – fondata da san Giuseppe Benedetto Cottolengo nel 1827, è un Ente morale eretto da Carlo Alberto con Regio Decreto del 27.8.1833, riconosciuto con D.P.R. (Pertini) del 1981.
– “San Giuseppe Cottolengo insegna che la Divina Provvidenza “per lo più adopera mezzi umani”.
Per questo, ogni operatore nel settore assistenziale, educativo, sanitario, pastorale, amministrativo e tecnico con la sua responsabilità, competenza e generosa dedizione, diventa “strumento” della Divina Provvidenza al servizio dei Poveri.
– Nella Piccola Casa della Divina Provvidenza ognuno può trovare senso alla propria esistenza, realizzare i desideri profondi del cuore, contribuire all’edificazione di un’umanità nuova fondata sull’amore, sull’amicizia. … ”
(punto 5 e 6 della Mission della Piccola Casa)

Novità

Novità introdotta con la circolare del 9 dicembre 2019, la presentazione del programma di intervento di Servizio Civile Universale è divenuta un passaggio fondamentale affinché un ente possa coinvolgere giovani in Servizio Civile.

Con la nuova programmazione del servizio civile universale gli enti, dunque, non presentano più singoli progetti ma programmi articolati in progetti, che hanno obiettivi strategici comuni, anche collaborando con altri Enti, uno specifico ambito di azione entro cui operare e una coerenza complessiva delle attività, per rendere più armonici ed efficaci gli interventi.

Un cambio di approccio importante, dunque, finalizzato a valorizzare il sistema del servizio civile.

Ogni anno il 15 dicembre si celebra l’alto valore del servizio civile.

L’individuazione di tale data non è casuale. Il 15 dicembre 1972 venne promulgata nel nostro Paese la prima legge sull’obiezione di coscienza, che ha istituito il servizio sostitutivo civile, alternativo al servizio militare, consentendo l’assolvimento degli obblighi di leva attraverso la prestazione di azioni di impegno sociale non armato, riconducibili al concetto di difesa della Patria.

A quei valori di pace, di cooperazione, di difesa della Patria sanciti dalla Costituzione, il servizio civile continua a ispirarsi nella sua crescita e nell’evoluzione organizzativa e normativa che, nel tempo, ha poi trasformato il servizio civile da nazionale ad universale con il decreto legislativo 6 marzo 2017, n.40.

In tale giornata di ogni anno, pertanto, il Dipartimento, anche in coordinamento con altre Amministrazioni pubbliche e con gli enti di servizio civile, organizza alcune iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica e i giovani in particolare, in un’ottica di promozione e diffusione dei valori del servizio civile, attraverso attività di informazione e comunicazione integrata sul ruolo e sulle finalità del sistema.

https://www.politichegiovanilieserviziocivile.gov.it/dgscn-news/2020/12/giornatanaz_scu.aspx

Bandi

La domanda si presenta esclusivamente tramite la piattaforma Domanda on Line (DOL), raggiungibile da PC, tablet o smartphone, alla quale si può accedere dopo essersi registrati tramite SPID, il Sistema Pubblico d’Identità Digitale.

Contatti

337.10.91.820

Dal lunedì al venerdì

Ore: 09.00 – 13.00

sc.universale@cottolengo.org

Siti utili per approfondire

Normativa di riferimento

Una curiosità sul logo

Un santo per il Servizio Civile

San Giuseppe Cottolengo nacque a Bra, una piccola città del Cuneese, il 3 maggio 1786. Giuseppe è il primo di dodici figli. Il padre, commerciante di stoffe, procura con il suo lavoro una vita dignitosa e serena alla famiglia.

A sedici anni comunica ai genitori la scelta di diventare sacerdote. Gli anni del seminario passano in fretta. L’8 giugno 1811, con l’imposizione delle mani da parte del vescovo, riceve il sacramento dell’Ordine. Ha 23 anni.

Il 2 settembre 1827 San Giuseppe Cottolengo è testimone della morte di una giovane donna, madre di tre figli, non accolta negli ospedali cittadini. Scosso da questo triste episodio decide di fare qualcosa per evitare il ripetersi di casi analoghi.

Il 17 gennaio 1828, presso la chiesa del Corpus Domini, apre una piccola infermeria, comunemente detta “Deposito della Volta Rossa”; il 27 aprile 1832 il deposito viene “trapiantato” nella zona di Borgo Dora e chiamato “ Piccola Casa della Divina Provvidenza sotto gli auspici di S. Vincenzo de Paoli”.

Nella “Piccola Casa” il santo Cottolengo diede vita a varie realtà assistenziali a favore di ammalati, handicappati, epilettici, sordomuti, invalidi, ragazzi particolarmente bisognosi ecc.; a tutti egli diceva: “I poveri sono Gesù”, “Nella persona degli ammalati e dei poverelli bisogna scorgere Gesù”, “Servendo gli ammalati pensate di servire Gesù”…

Grande era la fede del Santo Cottolengo nella Divina Provvidenza: “Bisogna confidare e confidar sempre di più in Dio; e se Dio risponde con la Sua Provvidenza alla confidenza ordinaria, a chi straordinariamente confida, straordinariamente pure provvede”, “La Piccola Casa ha per fondamento la Divina Provvidenza”. Per questo grande importanza aveva la preghiera: “Ciò che tiene su la Piccola Casa è la Preghiera…”.

Per il servizio della sua opera, il Cottolengo fondò tre famiglie religiose: le Suore (di vita attiva e di vita contemplativa), i Fratelli e i Sacerdoti.

Il Santo Cottolengo era molto attento anche al bene spirituale dei suoi assistiti; cercava di trasmettere loro l’amore di Dio, per consolare e dare speranza. Accostando infatti i malati abitualmente diceva: “Abbi pazienza un poco, e poi vedrai come sarai contento in Paradiso”, “Se tu sapessi come il Paradiso è bello! Te lo dico io, il Paradiso è un bel paese”, “Un cantuccio in Paradiso ci farà dimenticare tutto”.

Tra la fine del 1841 e gli inizi del 1842 una grave epidemia di tifo si abbatte sulla Piccola Casa. Don Giuseppe assiste gli ammalati fino allo stremo. Il 30 aprile muore a Chieri. Ha 56 anni.

Oltre alla “Piccola Casa della Divina Provvidenza” di Torino, le realtà cottolenghine presenti in Italia sono circa 80.

Il Cottolengo svolge il suo servizio caritativo anche all’estero dove è presente con circa 20 opere in Svizzera, Kenia, Tanzania, India, Ecuador, Florida.