Al taglio del nastro l’Amministratore Apostolico della Diocesi di Lugano Mons. Alain de Raemy, Padre Carmine Arice e Madre Elda Pezzuto
Grande festa mercoledì 10 giugno 2026 nella Piccola Casa della Divina Provvidenza di Gordevio in Svizzera – nella diocesi di Lugano – per l’inaugurazione dei lavori di completa ristrutturazione della Casa di riposo per anziani iniziati nel 2019 e conclusi nel 2025.
L’opera di riqualificazione – con un investimento complessivo di 21 milioni di franchi svizzeri – ha portato la capacità di accoglienza da 65 a 87 anziani. Il progetto ha puntato, attraverso l’ammodernamento delle infrastrutture, sul miglioramento della presa in carico olistica degli ospiti, grazie all’ampliamento dell’offerta di prestazioni e dunque dell’incremento del livello di qualità di vita delle persone accolte.
Prima del taglio del nastro si è tenuta la Celebrazione Eucaristica presieduta dall’Amministratore Apostolico della Diocesi di Lugano Mons. Alain de Raemy e concelebrata dal Padre generale della Piccola Casa della Divina Provvidenza Padre Carmine Arice insieme ad altri sacerdoti cottolenghini e diocesani.
Erano presenti la Superiora generale delle Suore di S.G.B. Cottolengo Madre Elda Pezzuto, la Vice madre Suor Carla De Feo, la Superiora Provinciale Suor Nadia Pierani e le suore che negli anni hanno prestato servizio al Cottolengo di Gordevio.
La struttura è gestita dalla Fondazione Piccola Casa della Divina Provvidenza di Gordevio di cui è presidente Padre Arice. Al taglio del nastro sono intervenuti il vicepresidente Marcello Tonini, insieme agli altri membri del Consiglio di Fondazione.
«Questo progetto», ha sottolineato l’architetto Stefano Pelfini che ha seguito i lavori, «non nasce soltanto da una necessità edilizia e organizzativa. Nasce, prima ancora, da una riflessione: essere anziani non è un punto di arrivo della vita. Non è una condizione da collocare ai margini della società, ma una fase dell’esistenza che merita rispetto, cura, qualità, relazioni e continuità del vivere quotidiano».
Nel progetto è stata dunque curata la relazione tra spazi, accessi e priorità d’uso, con un obiettivo preciso: collegare la vita del paese nella Casa, dove a breve nascerà anche un Centro diurno terapeutico, per il quale si attendono le relative autorizzazioni in vista dell’attivazione.
«Per questo», ha evidenziato l’architetto Pelfini, «oggi non stiamo semplicemente osservando un edificio rinnovato: stiamo dando forma concreta a un’idea di società che non considera l’età avanzata come un margine, ma come una parte piena della vita, da onorare con luoghi adeguati, degni e capaci di accompagnare il percorso di ciascuno».
«Il progetto», ha sottolineato Padre Carmine Arice, «è in coerenza con la scelta della Piccola Casa di prendersi cura delle persone anziane, tra le più fragili del nostro tempo. Gli anziani, infatti, oggi sono tra le categorie in cui la dignità inalienabile della persona è più messa a rischio a causa di una mentalità funzionale. Sotto questo profilo la ristrutturazione della Casa di Gordevio diventa dunque anche una scelta profetica».
Madre Elda Pezzuto nell’esprimere il deo gratias cottolenghino per la nuova inaugurazione ha ricordato le Suore del Cottolengo che sono nate in terra elvetica e quelle che, nel Canton Ticino, hanno vissuto, servito e amato.
«Il Carisma cottolenghino», ha detto Madre Elda, «fu portato in Svizzera nel dicembre 1871 dalle prime Suore cottolenghine che iniziarono il loro servizio a Locarno nell’Ospedale “La Carità”, richieste dal Presidente della struttura sanitaria e inviate da Padre Luigi Anglesio, primo successore del Santo Cottolengo, proprio al nascere di questa grande istituzione».
«Nel benedire e inaugurare questa Casa ristrutturata», ha concluso la Madre generale delle Suore cottolenghine, «chiediamo al Signore, per intercessione di San Giuseppe Benedetto Cottolengo, di donarci il Suo Spirito per vivere quella testimonianza di fede, di speranza e di carità che fu vissuta in modo talvolta eroico da tante nostre Sorelle e di vivere nel quotidiano un amore fattivo verso il prossimo, particolarmente verso il più povero e bisognoso: Caritas Christi urget nos!»
Gordevio e Torino, 15 giugno 2026
Di seguito alcune immagini della Celebrazione Eucaristica e dell’inaugurazione della Casa ristrutturata:
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