Sabato 11 aprile nella Sala Fratel Bordino, organizzato dal Centro di Formazione dell’Ospedale Cottolengo
«Affrontare, vivere e rinascere: percorso senologico in Area medica» è stato il tema del convegno, organizzato dal Centro di Formazione dell’Ospedale Cottolengo, che si è tenuto la mattina di sabato 11 aprile 2026 nella Sala Fratel Luigi Bordino della Piccola Casa di Torino, gremita di infermieri, medici e pazienti.
Hanno aperto i lavori i saluti dell’Avv. Gian Paolo Zanetta, Direttore generale dell’Ospedale Cottolengo, del Dott. Mario Airoldi, Coordinatore dell’Area Ospedaliera della Rete oncologica di Piemonte e Valle d’Aosta, del Dott. Eugenio Zanon, Direttore medico della Breast Unit dell’Ospedale Cottolengo, del Dott. Claudio Plazzotta, Direttore Sanitario dell’Ospedale Cottolengo, del Dott. Donato Calocero, Direttore del Centro di Formazione, e della Dott.ssa Giorgia Di Bella, responsabile del SITRA (Servizio Infermieristico Tecnico Riabilitativo Aziendale) dell’Ospedale Cottolengo.
L’Avv. Zanetta ha richiamato il tema della dignità della persona che si sviluppa in tutte le articolazioni del vivere in comunità, che va sempre posto al centro dei percorsi di cura. Ha poi evidenziato il tema della «rinascita», che si collega a quello della «Speranza» su cui ha Chiesa universale ha riflettuto nel Giubileo del 2025.

«Nell’oncologia», ha detto il Dott. Airoldi, «in particolare nei grandi Centri, si tratta la malattia – in tutti i suoi aspetti genetici – ad altissimo livello ma spesso si dimentica il paziente. Allora diventa importante ragionare, come nel convegno di oggi, su questi temi, perché curare senza occuparsi del paziente non vuol dire curare: dobbiamo mettere al centro la persona e non solo la sua malattia».

Il convegno è stato tappa di un percorso avviato all’Ospedale Cottolengo nel 2024, nato con l’obiettivo di promuovere momenti di confronto e crescita professionale, mantenendo viva la memoria della Dott.ssa Elisabetta Cantele, già Coordinatrice della Chirurgia nel Presidio Sanitario Cottolengo, scomparsa prematuramente. Nella mattinata hanno, infatti, portato un saluto la sorella e la figlia della Dott.ssa Cantele.
Hanno moderato la prima sessione dal titolo “Affrontare e Vivere” il Dott. Carlo Alberto Raucci, Direttore medico oncologo presso l’Ospedale Cottolengo, e la Dott.ssa Isabella Giulia Franzoni, Psicologa, Psicoterapeuta e Specialista in Psicologia Clinica.
La prolusione è stata affidata alla Dott.ssa Monica Brunetti, coordinatrice infermieristica presso il Day Hospital oncologico del Presidio Sant’Anna di Torino, che nella sua relazione iniziale ha sottolineato l’importanza dell’organizzazione del Percorso diagnostico terapeutico assistenziale (PSDTA) andando a tracciare i nodi e le sfide del ruolo del coordinatore infermieristico all’interno di questo iter.
Nel secondo intervento la Dott.ssa Donatella Ceresa, coordinatrice infermieristica presso il reparto Beato Fratel Bordino dell’Ospedale Cotolengo, che in passato ha coordinato sia la Brest Unit che il reparto oncologico del Presidio sanitario, ha portato i presenti a riflettere sulla differenza tra il concetto di «prendere in carico un paziente», che evidenzia l’aspetto della fatica, e quello di «prendersi cura del paziente», che invece sottolinea sia l’aspetto umano che quello organizzativo del percorso di cura.
Si è poi parlato del ruolo del personale amministrativo nell’accoglienza dei pazienti e nel contribuire a ridurre l’ansia, in particolare nella gestione di pratiche burocratiche talvolta complesse.
Gli interventi degli infermieri del Picc team hanno approfondito il tema delle diverse possibilità di accessi venosi centrali e periferici nella somministrazione delle chemioterapie, in modo da ridurre il numero delle venipunture, dunque il dolore e i rischi di infezioni.
Gli interventi successivi si sono soffermati sul ruolo centrale che l’infermiere ha nell’identificazione e nel trattamento degli effetti collaterali delle terapie oncologiche, osservandoli e raccogliendo i dati riferiti dai pazienti partendo dai «5 sensi». Per questo intervento sono state proiettate slides realizzate con disegni di Laura Sabato, paziente e grafica di professione.
La prima parte del convegno sul tema «Affrontare e vivere», si è conclusa con le testimonianze di Suor Lucia Mossucca, coordinatrice infermieristica del Day Hospital oncologico dell’Ospedale Cottolengo e di Virna Rocchetto, ex-paziente del Day Hospital, che hanno testimoniato come il Day Hospital oltre ad essere un luogo di cura possa diventare anche un luogo di incontro dove, attraverso l’auto-mutuo-aiuto, è possibile dare conforto e sollievo.
Prima del break, tra le due parti del convegno, due pazienti, Federica De Castro e Francesca Gattuso, che nel loro percorso hanno scritto due libri sulla loro avventura, rispettivamente «La Sirena Combattente» e «Contienimi nel tempo», hanno letto alcune parti dei loro volumi con l’accompagnamento musicale del violinista Paolo Giolo, coadiuvate dalla lettrice professionista Paola Riva. È stato un momento molto toccante che, attraverso le poesie, ha espresso emozioni e paure profonde coinvolgendo tutti i partecipanti con una risonanza empatica molto significativa.
È stata anche presentata la mostra fotografica, realizzata da MonnaLisa Bordonaro, una paziente fotografa professionale che ha cercato attraverso le immagini di raccontare il proprio percorso di cura, che è anche il titolo del convegno: «Affrontare, vivere e rinascere insieme».
La seconda parte del seminario, dal titolo «Rinascere», ha visto come moderatori il Dott. Riccardo Bussone, Chirurgo Senologo, e la dott.ssa Giorgia Di Bella, responsabile del SITRA.
Questa sessione è stata aperta dalla prolusione di Suor Federica Benvegnù, medico presso l’Ospedale Cottolengo e l’Hospice Cottolengo di Chieri, su «La spiritualità come cura e fonte di vita».
L’infermiera Gaia Ambrosoli, ha affrontato il delicato tema dei pazienti che necessitano del ricovero per essere supportati nel gestire effetti collaterali legati a tossicità, infezioni o progressioni della malattia.
«Le cure nelle fragilità» è stato il titolo affidato alle due oncogeriatre, Dott. ssa Paola Porrino e la Dott.ssa Barbara Maero che hanno sottolineato il differente approccio nella cura per i pazienti anziani che partono talvolta da una situazione di fragilità.
È poi seguito l’intervento della fisioterapista presso l’Ospedale Cottolengo Dott.ssa Amely Holzapfel che ha parlato dell’importanza della relazione che l’operatore fisioterapista è chiamato ad instaurare con la persona assistita in quanto spesso il paziente ha un atteggiamento di chiusura di fronte al dolore.
Il dietista Dott. Melis Gaelle ha evidenziato l’importanza di un corretto apporto nutrizionale per il paziente che sta svolgendo la chemioterapia: “l’alimentazione”, ha sottolineato, “non deve essere un ulteriore fonte di stress in un momento già difficile. La dieta mediterranea è certamente un buon compromesso per una corretta alimentazione nel tempo della terapia”.
Infine hanno portato alcune testimonianze i membri delle associazioni che operano nei reparti oncologici AVC e Casa Breast. In particolare l’associazione Casa Breast, nata in seno all’Ospedale Cottolengo, è composta da pazienti ed ex pazienti che possono sostenere in modo più incisivo ed empatico chi intraprende il percorso di cura. Casa Breast ha presentato alcune iniziative organizzate per favorire le relazioni tra pazienti e operatori, come le camminate in montagna tra i girasoli e molto altro.
Il convegno si è concluso con l’intervento del Dott. Donato Calocero che oltre a ringraziare i relatori per la qualità del seminario ha lanciato il tema di quello del prossimo anno che illustrerà il percorso del Tumore del Colon ed ha presentato l’iniziativa di alcuni studenti del Centro di Formazione, che hanno raccontato la loro esperienza attraverso una fiaba.

Nel volto di chi attraversa la malattia non si spegne la bellezza, ma si trasforma, diventando più profonda e vera. È proprio in questo sguardo che gli operatori possono ritrovare il senso del loro agire, oltre la fatica e oltre il rischio del burn out. Ogni paziente non è solo una storia da curare, ma un incontro che genera umanità condivisa.
Accogliere questa verità significa riscoprire, ogni giorno, la forza gentile della cura. Perché è nell’incontro autentico che, insieme, si continua a «rinascere».
Alcune immagini del convegno:
Il programma del convegno:
Views: 273














