Girato nella Piccola Casa di Torino e andato in onda sabato 17 ottobre 2026
Sabato 17 ottobre 2026 sulla TV svizzera in lingua italiana RSI è andato in onda un reportage realizzato alla Piccola Casa della Divina Provvidenza di Torino, tra i suoi 112 mila metri quadrati di bene, tra le vie, i cortili, i volti e i cuori. «Cottolengo, dove la parola “scarto” non ha cittadinanza» è il titolo del servizio.
Tutto inizia da una telefonata alla Piccola Casa della giornalista della TV Svizzera RSI Silvia Guggiari, su indicazione della responsabile del Centro Missionario del Canton Ticino dove la Famiglia Cottolenghina è presente con la Casa Cottolengo di Gordevio, nella diocesi di Lugano.
Ciak…si gira. “In una bellissima giornata di sole autunnale”, raccontano Suor Carla De Feo, vicemadre della Congregazione Suore di S.G.B. Cottolengo, e la consigliera Suor Luisa Busato, “che sembra illuminare le interviste e soprattutto le risposte che nascono, vere, dalla vita; ascolti che sorprendono, commuovono, sguardi che sono poi intrecciati nel montaggio che diventa un delicato e armonioso racconto, che si posa con maestria narrando ben oltre le parole. Un intreccio tra ieri e oggi per cogliere bisogni e desideri che vivono nel cuore di persone fragili e vulnerabili, ma forti di quella forza sconosciuta a molti, per intravvedere la trama che la Provvidenza ricama nel tempo che cambia, per riconoscere, amare e valorizzare: è l’incarnazione del carisma cottolenghino, che è famiglia, è “mamma”, è inclusione, è la misura di un amore che è senza misura!”
Le parole e le immagini hanno narrato perle di grande valore, grazie agli interventi di Padre Carmine Arice, Padre generale della Piccola Casa, della Dott.ssa Rita Cordova, Direttrice generale delle Scuole Cottolengo in Italia, alle mamme di Azzurra e di Giulia e di mamma Rosa. Voci di mamme che aprono l’anima all’assoluta bellezza della magnifica e fragile umanità: quella che fa desiderare di restare umani senza perdere di vista la Sorgente dell’Amore più grande!
E poi ci sono le parole e le immagini che non hanno trovato posto nei tempi tecnici della televisione, ma restano indelebili nell’anima di chi ha ascoltato e visto.
Grazie alla giornalista Silvia Guggiari e al videomaker Giorgio Alberti per la professionalità e l’eleganza di tratto che hanno regalato nel reportage.
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