Testimonianze
Partecipare alla vita della Piccola Casa nella spontaneità della donazione di sé e del servizio agli ospiti, è occasione unica di riflessione su se stessi e stimola a un ripensamento circa la propria esistenza, i propri valori, la povertà, la religione, l’emarginazione… In vari modi, aver potuto vivere accanto a chi conduce un’esistenza nel disagio lascia una traccia significativa nel proprio cuore e, spesso, sollecita a una revisione della propria vita.
Il Castello
Torino.
Percorro le vie che da Borgo Dora conducono a Porta Palazzo,
attraverso un quartiere multiplo, multipli quartieri in uno,
abitato da un uomo altro, da lingue lontane, da una bandiera diversamente colorata,
così come le sfumature della pelle della gente che incontro.
Ma uno è l’uomo, egiziano, indiano, rumeno, uno,
vicino, distante. Uno è l’uomo di questo mondo.
Re e sovrano.
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Antonello
«Con la Mia vita in te, con l’amore mio in te ora vai nel mondo e vivi! E vivrai nella misura in cui vivrai d’amore, attraverso l’amore!»
Questa frase rappresenta per me un po’ il mio “mandato” di ritorno nel quotidiano dopo il campo di Mondovì. Un campo da me tanto atteso e desiderato!!! Sì, desiderato perché avevo proprio bisogno di fermarmi un attimo, far silenzio e... ascoltare leggi tutto
Elisa
Gli studenti del Liceo scientifico G. Galilei in visita alla Piccola Casa: alcune riflessioni
Il Liceo scientifico G. Galilei di Trieste da alcuni anni, nell’ambito del progetto di offerta formativa dell’Istituto organizza un viaggio-studio a Torino per conoscere le realtà del Gruppo Abele e “Il Cottolengo”. Proponiamo alcune delle riflessioni che i giovani ci hanno inviato.
Ho capito cosa è veramente importante nella vita…
Al primo posto la persona!
A confronto con la sofferenza umana...
Piccola Casa, un luogo di speranza...
Al Cottolengo ho fatto degli incontri molto speciali…
Finché non tocchi con mano… non puoi capire!
Una sorpresa dopo l'altra...
Piccola Casa: un piccolo tabernacolo nella grande Chiesa che è il mondo… Sono Simone. Vi scrivo perché non riesco a contenere il desiderio di rendervi partecipi di tutto quello che ho vissuto e che ho condiviso con i ragazzi, gli altri educatori e padre Giovanni dopo la visita alla Piccola Casa. Quando si va a visitare un luogo del genere ci si lascia spesso ingannare dall’idea di trovare persone buone e volenterose che aiutano persone meno fortunate di loro, persone pie che sacrificano la loro vita o il loro tempo nell’alleviare le sofferenze di queste povere creature. ..
leggi tutto Simone
Preghiera di un giovane al termine della tre-giorni di spiritualità a Druento:Signore,eccomi inginocchiato davanti a Te!
Concentro il mio sguardo su Te, ma…
Vedo realmente Te o mi fermo a quella porticina con la fiammella sempre pronta a salutarci?!
Sono inginocchiato… perché?!
E’ l’umiltà a piegare il mio ginocchio o è il peso del mio io?!
Fisso il mio sguardo sulla fessura della serratura come si infila una moneta in una macchina per bevande in attesa del prodotto selezionato o sono realmente assetato della Tua Acqua?!
Sgonfia il mio orgoglioso egoismo e fammi conchiglia pronta ad accogliere l’immensità del Tuo Amore,
orecchio capace di ascoltare il Tuo silenzio,
bambino che rimane a bocca aperta nello stupore del dono di ogni singolo attimo eternamente vivo. Paolo
Un infermiere dell'Ospedale CottolengoDolori,
occhi azzurri di lacrime,
cuori spappolati da paure e
mani tremanti;
corpi piegati dal tempo e dal peso del cammino.
Piedi feriti dalle pietre aguzze della salita
e menti scosse da pensieri spinosi e ora dopo ora avvolte dal silenzio solitario
ora dopo ora più solitario.
Improvviso soffio di colore e
brivido di calore
bussa alla porta del cuore che si lascia socchiudere allo sguardo.
Sguardo che fissando ama ed amando vola su ali di vita capaci di unire cielo e terra.
Chi ama?
Chi è amato?
difficile dirlo nell'amplesso della vera Carità!
Carità capace di fare alzare l'uomo dalle fangose falsità delle parole per portarlo verso fatti,
specchi di Verità! Paolo
Deo gratias!Penso che non si possa iniziare che così…
Il 2007 appena finito mi ha lasciato un regalo grande: è la Piccola Casa, dove ho trovato amici, fratelli e sorelle con cui condividere un cammino e un nuovo posto dove sentirmi davvero a CASA.
Se dovessi riassumere in un’immagine quello che ho ricevuto dal campo invernale a Druento sceglierei lo sguardo sorridente di Sr Raffaella che spacchetta i regali per il suo compleanno: penne, matite, oggetti quotidiani. E’ la gioia dei semplici che ti fa rimettere tante cose nella giusta prospettiva. E questo lo fanno allo stesso modo gli ospiti che incontri, che piano piano inizi a conoscere. E nei miei primi giorni al Cottolengo, nel reparto degli Angeli Custodi, ho conosciuto persone davvero speciali: due donne, due amiche, entrambe sordomute e sulla sedia a rotelle, una di loro triste e sofferente; eppure le tornava il sorriso, quando l’altra girava le ruote della sua carrozzina per arrivare da lei a stringerle la mano…
E poi…ci sarebbero tante cose da raccontare; volti, parole, sguardi, sorrisi, Cristo che puoi vedere chiaramente in ogni persona che ti è accanto, che sia un paziente che stai imboccando, la caposala che ti spiega come si fanno i letti, o una suora che sta ad ascoltare per ore i tuoi silenzi, quando non riesci a parlare…
La cosa più importante è che davvero “se entri a cuore aperto, tutto questo ti entrerà nel cuore”, e non andrà via, perché non riuscirai più a farne a meno e il desiderio più grande sarà quello di tornare…
Bianca
Riflessioni personali….«Per sapere quanta felicità una persona può ricevere nella vita, basta sapere quanta è capace di darne» (Arthur Schopenhauer).
Voglio raccontarvi la mia gioia nel ripensare alle "piccole pietre preziose" che vivono alla Piccola Casa e l’unico modo per farlo era di iniziare con questa frase che riassume ciò che vivo quando entro nel cortile di Via Cottolengo 14. Quello che mi spiazza in queste esperienze ogni volta è il pensare di dover fare sempre qualcosa, di arrivare da qualche parte. Invece di cercare devo lasciarmi trovare! ..
leggi tutto Cris
Entrate a cuore aperto. Vi entreremo nel cuore.Mai come adesso questa frase, che da circa un anno è diventata la frase del mio desktop, risuona dentro di me. Sento la sua forza, la sua grinta e soprattutto mi accorgo di quanto in tutto questo sia racchiusa una verità che ho imparato a toccare con mano nei miei anni di Piccola Casa. Sono ormai trascorsi ben sette anni da quando per la prima volta ho aperto la porta di via Cottolengo 14 e nonostante il tempo quel ricordo è rimasto vivo dentro di me. Ogni volta che la mia vita si intreccia con questa realtà la mente ritorna a quel momento ..
leggi tutto Ste
Le giornate di ritiro per i giovani alla Piccola Casa.Quando mi hanno proposto lo prima volta di partecipare agli incontri mensili dei giovani alla Piccola Casa ho titubato un po' poiché non avevo mai fatto prima di allora esperienze di questo tipo. Poi ho deciso ugualmente di buttarmi in quest'avventura ed è stato bellissimo! Dai ritiri mensili dell'anno scorso, pieni di preghiera, di silenzio, di meditazione, ma anche di condivisione e d'amicizia ho imparato molto per il mio cammino umano e spirituale e mi sono sentita accolta da una grande famiglia che sperimenta come me le gioie, le fatiche, le speranze che comporta la testimonianza quotidiana all'Amore di Gesù Risorto per ognuno di noi e l'appartenenza alla Sua Chiesa.
leggi tutto Daniela
Caro "Cafasso", grazie!
Caro "Cafasso" [nucleo di ospiti del Cottolengo di Torino], grazie!
Forse non sai quanto è grande il dono che ho nelle mani… aver conosciuto i tuoi volti, le tue mani, le tue voci. Mi sarà difficile dimenticarli…
Per me sarai il luogo della vita che coinvolge e contagia… che accarezza, sorride, grida, che segna con la sua bellezza.
A tutti i cuori che ti abitano un enorme grazie e prega per me, che c'è ancora tanto spazio da riempire di quella musica, di cui tu, invece, sei pieno. Grazie "Cafasso"!
Un giovane – estate 2007
M'illumino d'immenso "M'illumino d'immenso", così come Ungaretti, tutte le volte che con la mente ritorno a quegli sguardi che sono rimasti scolpiti nel cuore. Sul quadro che è quello della mente mia, ogni ospite della Piccola Casa ha lasciato il suo tocco di luce, l'impronta della sua dolce armonia. Come riuscire a comunicare un’esperienza talmente profonda e intensa da risultare ineffabile? Nessuna parola potrà mai esprimere le vive emozioni che si provano nell’essere volontari al Cottolengo.
leggi tutto Una giovane – estate 2007
La scuola delle carezzeNei 40 giorni passati alla Piccola Casa della Divina Provvidenza (To), nella famiglia dei S. Innocenti ho imparato a dire: “Deo Gratias!”.
Mentre preparavo l’ultimo esame prima della tesi, pensavo ad alcuni miei amici che partivano per stage e corsi di specializzazione all’estero e mi domandavo seriamente perché io avessi risposto di ‘no’ a quelle proposte per dire ‘sì’ a questa. Ora, al ricordo di quell’estate, con un sorriso sulle labbra, realizzo che anch’io ho fatto uno stage e con che maestro!
leggi tutto Beatrice di Roma
Un’esperienza di formazione globaleInizialmente non pensavamo che questo periodo potesse segnarci così tanto, ha superato ogni nostra aspettativa.
Da quando abbiamo deciso di vivere questa esperienza alla Piccola Casa della Divina Provvidenza spesso ci hanno chiesto quali fossero i motivi che ci hanno spinte a trascorrere in questo modo una parte delle nostre vacanze. La risposta non è così facile, sicuramente c’era la voglia di servire, seppur nel nostro piccolo, coloro che ne hanno bisogno, ma anche il desiderio di provare un’esperienza più forte, di metterci alla prova e vivere un “campo” differente da quelli che conosciamo. Finalmente arrivato il giorno atteso, siamo partite con tanta voglia di cominciare e anche un po’ di preoccupazione, in fondo non sapevamo ancora bene cosa ci aspettasse e quello che avremmo dovuto fare!
leggi tutto Elisa, Federica e Letizia
Un posto per confrontarmiEccomi qua, sì sono ancora io... È trascorso appena un giorno da quando ci siamo lasciati, ma ho tanta voglia di scrivervi. E questa mia voglia nasce da un desiderio profondo di urlarvi a squarciagola: Grazie! Ho trascorso tre giorni fantastici alla Piccola Casa, tre giorni nei quali ho coltivato tanta gioia, una gioia che ti dà grinta, che sa smuovere le montagne.
leggi tutto Stefano
Altre testimonianze