La scuola delle carezze 

Nei 40 giorni passati alla Piccola Casa della Divina Provvidenza (To), nella famiglia dei S. Innocenti ho imparato a dire: “Deo Gratias!”. Mentre preparavo l’ultimo esame prima della tesi, pensavo ad alcuni miei amici che partivano per stage e corsi di specializzazione all’estero e mi domandavo seriamente perché io avessi risposto di ‘no’ a quelle proposte per dire ‘sì’ a questa. Ora, al ricordo di quell’estate, con un sorriso sulle labbra, realizzo che anch’io ho fatto uno stage e con che maestro! Ricordo una domenica mentre stavo lì in giardino, una ragazza dopo aver portato una cosa a suor Maria mi si sedette accanto e mi disse: “Io quando me lo chiedono faccio sempre la carità, io ho la carta di credito!”. Io sorridendo in un primo momento non capii e cercai di farmi spiegare e mi disse con tanta semplicità: “Certo, la carta di credito (indicando in alto), io faccio del bene, ecco io posso fare sempre la carità quando me lo chiedono!”. Cosa poter aggiungere?!? Ricordo poi Sebastien, un seminarista del Burundi, con il quale ho condiviso il servizio la prima settimana. Diceva sempre: “Io mi sento così piccolo davanti a loro”. Era sempre sorridente e quando uscivamo dal reparto mi diceva che se avesse scritto un libro sul Cottolengo l’avrebbe intitolato “Alla scuola delle buone figlie”. Sorridendo pensavo che aveva proprio ragione, ma personalmente se scrivessi un libro sarebbe intitolato “La scuola delle carezze”. La carezza è molto di più di un semplice gesto d’affetto, è un contatto che dice molto. E’ un passaggio in quattro fasi: interno-esterno-esterno interno. Cioè l’interiorità di chi fa il gesto che vuole dare se stesso all’altro attraverso il gesto esterno (la carezza) che raggiunge attraverso l’esteriorità l’interiorità dell’altro. E’ gesto gratuito, che non pretende, che si dà senza chiedere in cambio, il gesto più semplice per dire: “Eccomi, ci sono, sono qui per te”. Questo essere Presenza per gli altri è stato il regalo più grande. Imparare ad essere dono nella sola presenza. Ed ecco la ricchezza grande che ho trovato tra le mura della Piccola Casa, tante esistenze che hanno il loro senso più profondo nella presenza, nel loro esserci nella semplicità. E mi passano davanti in questo momento tanti volti e sorrisi e silenzi pieni e sguardi cristallini che mi fanno esclamare: “Quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo veramente!” (1Gv 3,1). E allora veramente Deo Gratias a Dio padre perché ogni giorno ci ammaestra nella carità e Deo Gratias per l’accoglienza famigliare che riservate a noi vostri fratelli e figli di questo stesso misericordioso Padre.

Beatrice di Roma


Piccola Casa della Divina Provvidenza, via S. G. Cottolengo, 14 - Torino, tel.+390115225111 — Cookie policy